Traduzione : Nadia Lo Bue

 

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Rassegna stampa

Campagna oceanografica Medeco,
Esplorare la diversità degli ecosistemi profondi del Mediterraneo per meglio proteggerli…

 

La missione scientifica Medeco è una delle campagne guida del progetto Hermes1 nel Mediterraneo e vede per la prima volta il coinvolgimento della nave oceanografica Pourquoi pas? in questa regione.
Avvalendosi del ROV Victor 6000 dell'Ifremer, una sessantina di ricercatori di dieci nazionalità differenti si alterneranno, per due mesi, per studiare ecosistemi profondi in diversi contesti geografici e geologici: il Canyon di Var, i coralli profondi dell'arco calabro, le emissioni di fluidi freddi del sud di Grecia, della Turchia, nel delta profondo del Nilo e a sud dell'arco calabro.
Questa campagna multidisciplinare attraverserà il bacino Mediterraneo da occidente a oriente associando il lavoro di geologi, geofisici, geochimici, biologi e microbiologi, al fine di esplorare la biodiversità e studiare tutti i singolari habitat di questo fragile mare.

 

Il margine continentale mediterraneo: una zona poco conosciuta

Sui margini continentali, in corrispondenza di strutture geologiche particolari, sono state scoperte alcune zone di emissione di fluidi freddi (cold seeps), ricche in metano e in altri idrocarburi leggeri ed inoltre mescolati ad acque ipersaline. Questi fluidi fuoriescono dai sedimenti del fondale marino e migrano verso la superficie e sono all'origine di particolari ecosistemi basati su chemiosintesi microbatterica2 . I margini sono caratterizzati da un mosaico di habitat frammentati, su cui si focalizzano gli sforzi della ricerca del programma europeo Hermes.
I fondali marini profondi dei mari europei ospitano anche altri particolari ecosistemi come i canyon e i coralli di acque fredde che si distinguono dalle vicine zone sedimentarie per la composizione e la varietà faunistica presente. La composizione e la varietà dei gruppi faunistici di questi "hotspot" sono ancora poco conosciuti, specialmente nel Mediterraneo dove si concentra una grande diversificazione geologica. Ognuno di loro infatti ospita una fauna specializzata e adattata alle caratteristiche di quel particolare ambiente, aumentando così la varietà regionale del benthos del bacino Mediterraneo.
Numerose campagne oceanografiche sono state già condotte da differenti istituti europei nella zona prevista dalla campagna Medeco. Durante questa campagna l'impiego del ROV Victor 6000 permetterà di realizzare una nuova verifica dello stato della biodiversità di questi ecosistemi profondi e di mettere in evidenza, su alcuni siti ancora sconosciuti, l'evoluzione dell'ambiente, attraverso particolari tecniche di cartografia sottomarina che si avvalgono di un modulo specifico (MMR: Module de Mesure en Route) in grado di realizzare una microbatimetria del fondo.

 

Gli obiettivi di Medeco

La campagna Medeco ha lo scopo di studiare e confrontare, con un approccio multidisciplinare, la struttura e la dinamica dei diversi ecosistemi profondi situati in differenti contesti geologici del Mediterraneo. La campagna si articolerà in due parti o "legs":
- Il primo leg (7-31 Ottobre) avrà come capo missione Jozée Sarrazin, ecologa presso il laboratorio di ambienti profondi del dipartimento degli studi degli Ecosistemi Profondi dell'istituto di ricerca di Brest Ifremer. Tale leg partirà da Tolone e terminerà a Rodi (Grecia);
- Il secondo leg (2-30 Novembre) sarà coordinato da Catherine Pierre, geochimica presso il laboratorio Locean dell'IPSL (UPMC-CNRS-IRD-MNHN). Tale leg comincerà a Rodi e terminerà a Tolone.
La prima parte del leg 1 comincerà con lo studio del Canyon di Var al largo di Nizza. Fenomeni violenti, come le valanghe sottomarine, si manifestano periodicamente a largo di questa regione delle Alpi Marittime. I ricercatori tentano di comprendere come la fauna di un simile ecosistema resista e si adatti ai cambiamenti brutali del suo ambiente.

Il Pourquoi Pas? si dirigerà successivamente verso il sud dell'Italia, al largo della Calabria, dove i coralli profondi di acqua fredda che popolano il Mediterraneo saranno il principale oggetto di studio.

La terza e ultima parte del primo leg della campagna Medeco sarà dedicata allo studio delle emissioni fredde3 . In prossimità di queste sorgenti fredde si insediano comunità microbatteriche chemiosintetiche. Una comunità animale, ricca in specie endemiche, si sviluppa grazie a questi microrganismi che costituiscono la base della catena trofica. I vulcani di fango, i pockmarks4, i bacini ipersalini, le emissioni fredde, saranno campionati per analizzarne la biodiversità e studiare le relazioni tra la distribuzione della fauna e le caratteristiche geologiche, fisiche e chimiche dell'ambiente. I microbiologi si focalizzeranno sullo studio delle comunità microbiche uniche che qui vivono.

Lo studio degli ambienti interessati da emissioni fredde proseguirà nel secondo leg nella regione del delta profondo del Nilo e dell'arco calabro. Alcuni siti del delta profondo del Nilo sono studiati dal 2003, essi saranno nuovamente indagati durante la campagna Medeco al fine di valutare la variabilità temporale e l'attività delle emissioni di fluidi e della colonizzazione di questi siti dalle comunità bentoniche. Gli altri siti della zona occidentale del delta profondo del Nilo e dell'arco calabro saranno esplorate per la prima volta grazie ad un robot telecomandato per una migliore conoscenza degli ecosistemi a fuoriuscite fredde del Mediterraneo orientale.

 

Una campagna multidisciplinare ed internazionale

La missione Medeco accoglierà a bordo del Pourquoi Pas? ricercatori e tecnici di oltre dieci nazionalità (Francia, Germania, Italia, Portogallo, Canada, Grecia, Belgio, Turchia, Egitto, Svizzera, Stati Uniti, Olanda), specializzati in differenti domini: biologia, ecologia, geochimica, microbiologia, fisica, geologia, sedimentologia, geofisica, cartografia, trattamento dati… Così, lo studio degli ecosistemi previsto durante la campagna sarà realizzato in un contesto "multiscala". La presenza a bordo di specialisti di differenti discipline è necessario al fine di poter integrare i dati della stessa campagna:
- Individuazione di strutture geologiche e sedimentarie attraverso immagini di alta risoluzione (scala del km2);
- Cartografia dettagliata di piccole zone di studio (100-300 m2);
- Individuazione delle principali caratteristiche fisiche, chimiche e sedimentarie dell'habitat;
- Studio della struttura e del funzionamento delle comunità animali e microbiche in termini di composizione, di diversità e di biomassa;
- Analisi a piccola scala delle interazioni tra organismi e ambiente;
- Studi a scala del singolo organismo sull'ecofisiologia degli invertebrati.

Per portare a buon fine la loro missione, i ricercatori imbarcati avranno a loro disposizione tecnologia di ultima generazione, tra cui il "module de mesures en route" (MMR) del ROV Victor 6000. Poiché la risoluzione delle carte abitualmente utilizzate non supera la risoluzione del metro, l'MMR permette di redigere delle carte con una risoluzione compresa tra i 25 e i 50 centimetri da un'altezza di misura di 30-50 metri dal fondo. L'MMR permetterà ai ricercatori di visualizzare i reticoli delle piccole faglie e delle fissurazioni che giocano un ruolo importante nella permeabilità dei sedimenti, nella risalita e fuoriuscita dei fluidi.

Un modulo di macrofotografia sarà analogamente testato per la prima volta durante la campagna Medeco. Corredato di uno zoom particolare, la fotocamera del Victor 6000 permetterà, durante l'immersione, di migliorare la descrizione visiva degli organismi viventi e di identificare la fauna associata agli organismi di grande taglia.

 

Le cifre del Mediterraneo

- Superficie: 2.5 milioni di km2
- Perimetro: 46000 chilometri di litorale
- Profondità media: 1500 metri
- Profondità massima misurata: 5121 metri nel Mar Ionio
- Salinità media: 3.8%
- Larghezza dello stretto di Gibilterra: 14 chilometri

 

Conoscere la biodiversità per meglio proteggere, un obiettivo a lungo temine

Uno degli obiettivi della campagna Medeco è valutare il ruolo dei vari fattori ambientali sulla composizione, la diversità e la biomassa delle comunità animali e microbatteriche nel Mediterraneo.
Il programma di investigazione messo a punto durante la campagna, permetterà ai ricercatori di comprendere le relazioni tra la biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi profondi del Mediterraneo, di osservare la risposta di questi ecosistemi ai cambiamenti globali e di proporre una proiezione più o meno lungo termine della loro evoluzione futura.
Il programma europeo Hermes prevede analogamente di mettere in comune i risultati delle differenti campagne oceanografiche per le produzione di un GIS (Sistema Informativo Geografico) per ognuna delle regioni in studio (il Mediterraneo è una delle regioni chiave). Una parte dei dati acquisiti servirà ad alimentare un prototipo di modellizzazione sugli ecosistemi. 
La caratterizzazione degli ecosistemi dei margini oceanici costituisce una tappa importante verso la definizione delle misure di protezione degli "hot spot" ed allo stesso tempo di sfruttamento e di gestione delle risorse ad essi connesse. I dati ottenuti saranno comunicati ai maggiori programmi internazionali quali il Census of Marine Life5 ed integrati in un database di dati.

 


1 : Il programma Hermes (Hot spot Ecosystem Research on the Margins of European Seas), programma di ricerca europeo inquadrato nell'ambito del 6° PCRD e rivolto allo studio degli ecosistemi dei margini dei mari europei , riunisce in un consorzio 36 istituti di ricerca e 9 imprese di 15 paesi differenti. Questo progetto si pone l'obiettivo di studiare , in maniera multidisciplinare, la biodiversità degli "hotspot" europei, dall'oceano Artico fino al mar Nero. Ulteriori informazioni sul sito internet Hermes: www.eu-hermes.net

2 : Si tratta infatti di comunità microbiche che utilizzano il metano e i solfuri contenuti nei fluidi per il loro metabolismo (chemiosintesi).

3 : Le emissioni fredde sono delle fuoriuscite di fluidi freddi (qualche decina di gradi) attraverso la copertura sedimentaria. Il temine "freddo" è utilizzato in opposizione alle sorgenti idrotermali calde, localizzate sull'asse delle dorsali oceaniche, dove la temperatura può raggiungere i 400°C.

4 : I pockmarks sono delle depressioni circolari che possono raggiungere diametri di molti metri.

5 : Il Census of Marine Life è una rete che raggruppa ricercatori da oltre 70 paesi che si impegnano, nel prossimo decennio, a valutare e spiegare la varietà, la distribuzione e l'abbondanza della vita marina negli oceani per il passato, il presente e il futuro.
Sito internet di Census of Marine Life: www.coml.org